TEXTS | FRANCOPAVAN 
Ricerca dedicata alla riscoperta del fondo musicale Albani conservato presso Villa Imperiale di Pesaro. Il rinvenimento di circa 650 composizioni dedicate al
liuto e agli strumenti della sua famiglia, oltre al repertorio per clavicembalo, viola da gamba e per la
voce apre nuovi scenari sulla storia della musica Italiana del tardo ‘500 e del ‘600.
Per maggiori informazioni:

http://www.archivioalbani.it/
Le composizioni di Francesco da Milano nel manoscritto di Castelfranco Veneto.

Considerazioni in margine.


In ricordo di Ugo Sesini
(Trapani 1899 - Mauthausen 1944)

La scoperta del manoscritto cinquecentesco contenente intavolature per uno, due e tre liuti conservato presso l’Archivio della parrocchia di San Liberale di Castelfranco Veneto risale a circa venti anni fa. Fu la responsabile dell'archivio parrocchiale Mary Cusin Frattin ad individuarlo in una busta commerciale posta in un armadio sito nell'archivio, e a comunicarne l’esistenza allo studioso Franco Rossi. Quest’ultimo ne dette notizia per primo ad un pubblico più vasto con due articoli apparsi nell’agosto del 1991, ed in seguito alla comunità musicologica con studi di maggior respiro pubblicati nel 1993 e nel 1996. Infine va annotata l’importante pubblicazione, avvenuta nel corso dell’anno 2000, del catalogo del fondo musicale dell’Archivio del Duomo di Castelfranco Veneto curata dallo stesso Franco Rossi, che riprende in una sezione gli studi precedenti ampliandoli, e che soprattutto offre un incipitario del manoscritto con un primo tentativo di indicazione di concordanze.1 Nel frattempo il liutista Paul O’Dette registrava due brani provenienti dal manoscritto. Il disco vide la luce nel 1994.... Continua a leggere

LA MEMORIA DELLA CARTA. Storia incompleta del libro terzo d’intavolatura di chitarone di Gio: Girolamo Kapsperger



« Su altissimi scaffali e oscillanti scale a pioli ho fatto dell’alpinismo, e del sollevamento pesi con i grandi in folio […]. Credo che a cavallo fra Sette-Ottocento, alla biblioteca, che fasciava l’intero salone centrale della villa, alto non meno di tre piani di un palazzo normale, fu sacrificato un bosco di noci […]. Portati a sporgerci per individuare volumi dai titoli spesso indecifrabili […] ci sembrava d’essere sulle coffe di un veliero, i cui alberi dondolassero nell’aria. Era rischioso quanto attraente vedere dall’alto per terra i mucchi che i visitatori avevano lasciato».
Così si esprimeva il librario Alberto Vigevani ricordando lo smembramento della biblioteca Landau-Finaly negli anni successivi alla seconda guerra mondiale. I libri, si sa, viaggiano da sempre su un mare fulminato a volte da tempeste furenti e senza fine: le mani degli uomini. Ed è destino bizzarro, poiché dalle mani degli uomini nascono, crescono, e nella mente e negli occhi riposano, si accumulano, esigono il loro spazio. Ma è scoglio o lido, infine, e non per sempre. Ed è la bottiglia con il messaggio gettata in mare dal naufrago che chiede di arrivare nelle mani giuste, fra quei giusti della repubblica delle lettere che con amore ne leggeranno il messaggio.... Continua a leggere